biografia

Tiziana Pielert, si Pielert non è il suo nome d'arte ma il cognome ereditato dalla mamma, nasce a Brema in Germania nel 1973. Il papà italiano è uno dei tanti emigrati in cerca di un sogno, la speranza di una vita non migliore ma diversa (come dice lui), la mamma una delle tante tedesche innamorate della bella vita e affascinate dallo stile italiano, anche se in quell'uomo l'italian style era ancora agli albori, a dirla tutta.  Dalla fusione di queste due diverse prospettive di vita nasce Tiziana.

Il papà ha sempre mostrato un grande interesse per tutto ciò che è manualità e questa passione lo porta alla costruzione di tutta un' oggettistica che arreda, se cosi si può dire, la casa. La mamma invece è l'animatrice del locale notturno più in voga in quel periodo a Brema, da lei Tiziana eredita la creatività, la passione per la rappresentazione delle figure femminili, il trucco e le scenografie. Da genitori cosi non poteva, la Tiziana, non sentire subito la necessità di creare, rappresentare, costruire; prima attraverso il disegno, poi la pittura e infine ma piuttosto tardi la fotografia. Nel frattempo frequenta il Gymnasium ma lo studio non è il suo forte.  Il papà gli racconta di barche, reti, uomini scavati dalla salsedine, donne sedute sul molo, in attesa del ritorno dei loro uomini, che ingannano il tempo parlando di quello che succede in città alle famiglie più in vista.

Donne che attraverso il chiacchiericcio,quello che sarebbe diventato il gossip, cementano i rapporti interpersonali creando una profonda solidarietà di classe. La sua infanzia è dominata da racconti di miracoli, pesche portentose, processioni solenni di uomini burberi e barbuti, gesta eroiche dei saltatori di Polignano, fatture, streghe, riunioni di maghi sotto forma di gatti, vecchie signore capaci di leggere il futuro nel fondo di una vaschetta usata per il lavaggio dei piatti sporchi tra le tracce del sugo di pomodoro e il residuo del bucatino.

Tutto gli sembra la descrizione di un posto favoloso, ameno, misterioso, intriso di riti arcaici. Forse è arrivato il momento di crescere e cominciare a lavorare: commessa, baby sitter,operaia tessile; mestieri che non ama, nei quali non si immedesima. Perche allora non frequentare un corso di make-up? Tutto sommato forse è arte pure quella, pensa Tiziana. Comincia a truccare ma alle sue clienti vuole fornire un servizio in più: immortalarle dopo averle truccate, cosi comincia a fotografarne i volti e capire che questa forma d'arte le piace. Intanto si sposa ma non è l'uomo giusto, divorzia, vorrebbe un figlio ma non da un genitore qualunque, lo vorrebbe dal suo uomo, da un uomo che crede esista solo nei suoi pensieri, da uno degli eroi solitari che per dimostrare il loro amore si tuffavano dalla falesia di Polignano.

Attraversa un brutto periodo nel quale si perde di vista, nuvoloni neri carichi di tempesta si affacciano alla sua mente, sta male. Si attacca sempre di più al suo uomo invisibile, non riesce a reagire. Ancora una volta i racconti del padre le vanno in aiuto. Si, la soluzione è quel mare che ha nutrito il mito nei racconti del padre, la sua meta è l'Adriatico. Compra una macchina fotografica e parte per la città che di quel mare si nutre. Cerca se stessa attraverso la ricerca della famiglia, le zie, gli zii, i cugini. Decide di trasferirsi in quel paese dove le donne sedute sul molo fanno del pettegolezzo la loro forza di classe, tra quei colori, quei sapori, quegli odori che lei ha sempre percepito fin da bambina. Naturalmente cosa può fare una diplomata al Gymnasium in Italia se non il Maake-up? e questo fa! unitamente ad un corso specialistico di estetista e trucco fotografico.

Finalmente ha trovato quei volti da sempre immaginati, quei colori pastello che hanno colorato la sua infanzia, quei nasi, quei profili, quelle espressioni cosi lontane dalla sua esperienza quotidiana eppure cosi familiari da riconoscerli subito. In queste ambiente, finalmente familiare, finalmente creativo, cerca di perfezionare sempre di più la sua nuova attività, la sua vera grande passione: la fotografia ed in particolar modo la ritrattistica. Perche ogni ritratto racchiude un universo complesso di emozioni, bellezza eterea, interpretazioni e storie fantastiche: e cosa potrebbe racchiudere tutti gli aggettivi prima citati se non il corpo femminile? Si l'argomento che Tiziana intende indagare con la sua opera fotografica è la femminilità, la sacralità della donna al di là della sua fisicità. Tiziana osserva dietro l'obiettivo e aspetta, aspetta di vedere attraverso la lente del monocolo finalmente se stessa.

© Tiziana Pielert
ADV StudioARTESIA